visione 1.jpg

La Fucina

La fucina, luogo sacro di trasmutazione dei metalli, un antro magico dove il fuoco alimenta il desio dell’inafferrabile, dove l’uomo, elevatosi a demiurgo, astrae dal primordiale e incandescente metallo.

In questo misterioso passaggio dallo stato solido del metallo allo stato magmatico e di nuovo allo stato solido si cela l’inesauribile poetica di un linguaggio ancestrale libero dal tempo, eternamente presente, si sprigiona tutta la tensione sotterranea della materia sensibile e delle sue intrinseche leggi, l’ardore vitale della tacita conoscenza.

Questa diretta conoscenza con il fare artistico, questa forza arcaica del dominio del fuoco consacrano il profondo sodalizio tra l’idea e il gesto, tra la materia e il corpo.

Votati all’esplorazione, il fondatore Alessandro Rametta e il progettista artigiano Andrea Capriotti si dedicano ad una ricerca incessante, e l’intera produzione de La Fucina di Efesto indaga sul senso profondo dell’arte in stretto rapporto con la forza intuitiva e progettuale dell’esperienza. Tale processo creativo attraversa l’idea della Vita, della genesi, della fecondità e del sacrificio, è il rituale sacro del passaggio, della metamorfosi, della trasformazione, suggella l’eterna alleanza tra i Signori del Fuoco e la Grande Mater, si concretizza nella pratica esistenziale della ripetizione del gesto, alimentata dalla volontà dell’eterno, dell’immortalità dell’opera.



visione 2.jpg




Loading